L’uso dei Micro-Momenti secondo Google

Data articolo: 14 07 2016

L’uso dei Micro-Momenti secondo Google

Google definisce i” Micro-Moments” come i momenti passati insieme ad un dispositivo (es. smartphone,  tablet, ecc…), utilizzati per compiere azioni o comandi per la ricerca di informazioni su internet che devono rispettare l’intento, il contesto e l’immediatezza.

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Esse, mano a mano, iniziano a prendere sempre più piede venendo definiti dalla gente come “maggiordomi portati” o perfino come “sagoma di salvataggio”. Infatti recenti studi trovati su Google (Google Trends e Google/Ipsos MediaCT ) hanno riportato che due terzi delle persone ( il 68%), adopera lo smartphone  entro i primi 15 minuti del giorno e il 30% diventa ansiosa in sua mancanza. Ogni giorno una persona controlla il cellulare in media 150 volte e dedica 177 minuti della sua giornata al suo utilizzo. Gli smartphone inoltre hanno dato l’opportunità di velocizzare e semplificare l’acquisto di oggetti: infatti circa l’82% delle persone si consulta con lo smartphone durante gli acquisti, mentre una persona su quattro viene condizionata sull’ acquisto di un determinato oggetto dovuto alle diverse offerte riscontrate via internet.

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Continuando con le analisi, Google scrive che quando le persone cercano aiuto con una ricerca da uno smartphone:

  • il 57% delle persone con più probabilità visitano un negozio
  • il 51% conclude più probabilmente un acquisto
  • il 39% chiama un’attività commerciale
  • il 51% dei consumatori tramite i cellulari scopre nuove compagnie o prodotti.

Curioso pensare che molti acquisti vengono fatti nel 39% dei casi nella propria cucina e il 28% in auto.

Per riuscire a vincere nel mondo dei Micro-Momenti bisogna competere su tre importanti punti

  • essere visibili su internet con l’ausilio di un sito web o applicazione USABILI

 

  • Fornire informazioni mediante immagini/video : al 48% delle persone piace comprare da aziende che abbiano video o descrizioni precise dell’oggetto
  • Immediatezza : fornire un sito web veloce dato che Google ha registrato che il 4% delle persone abbandona un sito che impiega più di 3 secondi a caricarsi

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